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Foto personale.

Se di passo svanisce
quel suono d’alba
la luce si trascina
al vespero e s’inchina.
La voce è il silenzio
del pianto che si piega
al volere del giorno
cupo e mutevole
sospiro del volgere
l’occhio alla notte
in debito di sogni
racchiusi nel limbo
del solstizio d’inverno
primordiale accordo
del tempo a noi che
di luce vivremmo.

Chiara

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13 commenti su “”

  1. verdefronda Says:

    Ciao Chiara, bella poesia.
    Un abbraccio
    Giorgio

  2. ciccio56 Says:

    L’alba e sveglia e mi piace nel silenzio

  3. maxilpoeta Says:

    le luci dell’alba avvolte dalla delicatezza dei tuoi versi, incantevoli e soavi. Molto brava!
    Buona giornata Chiara 😉

  4. almerighi Says:

    Questa è una poesia felice, nel vero senso del termine.

  5. Marta Says:

    poesia molto bella, per sonorità e armonia. si snoda in modo flessuoso e continuo, senza mai interrompere nè il suono nè l’armonia,
    complimenti
    Marta

  6. andreapac Says:

    noi che di luce vivremo
    si la luce che è energia non solo vitale ma anche di perseveranza nel non mollare e ricercare gioia e serenità
    Auguri

  7. etiliyle Says:

    Il solstizio d’inverno… L’inizio di quella parabola che porta alla luce…


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